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Al rapporto tra introversione e disagio psichico ho dedicato già grande attenzione nei miei saggi e nei miei articoli. Si tratta di un tema che, per la sua complessità, richiederà ulteriori approfondimenti. Al di là di ciò che ho già scritto, una delle aree di ricerca sarà deputata a tali approfondimenti.

Questa sezione non si farà carico, dunque, degli aspetti teorici del problema. Essa, nei miei intenti, si configura come un diario nel quale cercherò di registrare le nuove esperienze che occorreranno nell’ambito della pratica professionale e nelle quali l’incidenza della componente introversa risulti immediatamente (o quasi) chiara.

Dato che il rapporto tra introversione e disagio psichico riguarda una percentuale maggioritaria dei soggetti che ho o che prendo in cura, questa sezione potrebbe facilmente trasformarsi in una sorta di diario di uno psicoterapeuta (critico).
Cercherò di evitarlo sia attraverso una selezione attenta delle esperienze, in maniera tale di dar conto solo delle più probanti, sia ospitando eventuali contributi di collaboratori che lavorano con la stessa ottica e utilizzano lo stesso codice interpretativo al quale mi riconduco (teoria struttural-dialettica).

È inutile anticipare che gli articoli denunceranno anche in quale misura il misconoscimento del rapporto tra introversione e disagio psichico dia luogo troppo spesso, a livello di pratica psichiatrica, soprattutto in rapporto ad esperienze adolescenziali e giovanili, a diagnosi premature e a trattamenti psicofarmacologici del tutto ingiustificati; ad inaugurare insomma carriere psichiatriche che, talora, sono devastanti.

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