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Allorché gli uomini preistorici avviarono tentativi di addomesticamento degli animali selvatici, essi non disponevano di alcuna nozione genetica. Sono, insomma, andati avanti per tentativi ed errori, sulla base però di un criterio empirico corrispondente ad una verità di fatto. Nel rapporto con gli animali selvatici, almeno per quanto concerne i mammiferi, essi si rendevano conto che i diversi individui appartenenti ad una stessa specie avevano tratti di carattere differenziati, espressi dal comportamento.
È probabile, dunque, che l’addomesticamento si sia avviato catturando gli individui che manifestavano minore aggressività e che non si davano immediatamente alla fuga – o perché emotivamente meno dominati dalla paura o perché semplicemente curiosi – e incrociandoli tra loro.
Nel giro di un numero imprecisato di generazioni, la riproduzione ha selezionato alcune caratteristiche genetiche che sono divenute poi proprie della specie.
L’animale andato incontro ai maggiori cambiamenti, da questo punto di vista, è il cane.
Cito da Wikipedia:
Evolutivamente, si è ritenuto (a partire dagli studi di Konrad Lorenz) che il cane potesse discendere dal lupo o dallo sciacallo, o da entrambi, che avrebbero dato origine a “razze primitive” diverse, dalle quali sarebbero derivate le molteplici forme attuali. I più recenti studi basati sulla genetica, supportati dagli approfondimenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento del lupo grigio (Canis lupus) come progenitore del cane domestico, riconosciuto come sottospecie (Canis lupus familiaris). Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di addomesticazione. Una delle ipotesi più accreditate è quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un “addomesticamento naturale” del lupo, una selezione naturale di soggetti meno abili nella caccia, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell’uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di “sentinelle”, stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori, con reciproci vantaggi. Alcuni di questi “cani selvatici” sarebbero poi stati avvicinati ed adottati nella comunità umana (village dogs, i “cani pariah” che si trovano ancora oggi in alcune società, cani “di tutto il villaggio”, tollerati per il loro ruolo di spazzini e di predatori di piccoli nocivi), dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali all’addomesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici (dalla riduzione del volume cranico, all’accorciamento dei denti, ma anche la comparsa di caratteri quali le chiazze bianche sul mantello e le code arrotolate).
Su quest’ultimo aspetto vale la pena di soffermarsi. La selezione che l’uomo ha effettuato partendo da attitudini caratteriali ha prodotto inaspettatamente la comparsa di cambiamenti fisici, che si fanno rientrare nell’ambito della neotenia. Il termine fa riferimento ad un processo per mezzo del quale alcune caratteristiche infantili o giovanili vengono trattenute o prolungate nella vita adulta.
Nei cani adulti – almeno per quanto concerne numerose razze – si mantengono, di fatto, alcuni tratti fisici e caratteriali tipici di fasi precoci dello sviluppo dell’antenato, il lupo.
L’addomesticamento, insomma, attraverso la selezione, ha prodotto cani che, anche in età matura, mantengono alcune caratteristiche proprie dei cuccioli. La neotenia, in pratica, si intreccia con il pedomorfismo.
Naturalmente, data la “creatività” dell’uomo, si è realizzata anche una selezione a ritroso. Attraverso l’incrocio di individui dotati di particolare aggressività, sono state prodotte alcune razze (come i famigerati pit bull) potenzialmente pericolose.
Genetica e introversione: leggi tutta la serie di articoli pubblicati su questo argomento
- Genetica e introversione (1)
- Genetica e introversione (2)
- Genetica e introversione (3)

