Spett.le dott. Luigi Anepeta,
volevo ringraziarla e lodarla per il suo libro Timido, docile, ardente… che per me è diventato il mio Vangelo, che mi ha ridato dignità di essere, che ha dato un senso alla mia vita, che mi ha fatto piangere a seguito delle mie sofferenze patite nei miei 44 anni.
Le chiedo scusa se la disturbo, sono un umile muratore, una persona semplice convinto di non essere normale, di essere in qualche modo un “ritardato”. Mi chiamo Moreno Bison, abito in un piccolo paese della provincia padovana, sono sposato e ho 3 figlie,le mie origini sono umili, ho avviato una piccola attività artigianale, impresa edile.
Se dovessi raccontarle tutto non basterebbe un libro, evitato dagli altri fin da infante, che venivo considerato non normale per via della mia non reattività verso il mondo esterno, del tentativo di annegamento sul fiume da parte dei miei coetanei dell’asilo d’infanzia, delle persecuzioni anche fisiche di mio padre, chiudeva porte e finestre della casa e mi picchiava per ore con la cinghia dei pantaloni gridandomi “svegliati addormentato!”. Del disastro della mia vita sessuale, sono di gradevole aspetto con occhi azzurri per gli altri, io mi vedo e continuo a vedere un “mostro”, fin da giovane ho subito “violenza sessuale” per accondiscendere ad un modello “come gli altri” che mi ha dato più sofferenze che piaceri.
Insomma ho vissuto in un “LAGER” per anni, che ha causato in me il rifiuto di ogni socializzazione, porto una maschera gradevole umile e seria per poter lavorare, per il resto vivo da eremita evitando ogni contatto con il mondo, sono fermamente convinto che questa vita sia il proseguo di un’altra vita e che io sono stato condannato nell’altra vita in questa vita d’inferno, a volte sento di essere come Hitler “vorrei poter uccidere tutti”.
Quand’ero al servizio militare ho pensato anche di farlo sa? Ho preso 12 caricatori di M16, 2 bombe a mano e mi sono avviato a fare una strage, non l’ho fatto e sa perché? solamente perché un mio commilitone mi ha invitato a star con lui quella sera, a bere con lui.
Sono un “sopravvissuto” in quanto ho tentato più volte di “farla finita” poiché non mi riconoscevo nel mondo e mi sentivo come un estraneo nella vita. Ho sempre sentito in me una grande intelligenza che mi portava ad intuire ogni cosa e stato d’animo delle persone con cui sono venuto a contatto, sono veloce ad apprendere, ciò che io riesco a fare con le mie mani è bellissimo, ma per fare ogni cosa devo essere solo, non riesco a lavorare con qualcuno accanto, non riesco ad esprimermi, solo scrivendo riesco. Vivo per stare solo.
Odio mio padre e mia madre, le mie 2 sorelle e mio fratello, ho rotto con loro ogni legame. Non mi importa di nulla poiché io sono il male.
La esorto a continuare per i diritti degli introversi in questo mondo, non per me, ormai per me non c’è più nulla da fare anche se vivo solo per la mia famiglia per mia moglie e le mie bambine, ma per le vittime che questa società ha fatto e che farà, parlo a nome di Olivetto Ariano morto suicida, un mio coetaneo, parlo a nome di Massimo Drago suicidatosi nel fiume Bacchiglione, e altri che a causa di droghe sono morti, Roberto Rettore… ragazzi che con tutta la mia volontà all’epoca non ho potuto comprendere preso com’ero a cercare di comprendermi.
Vorrei provare a divulgare il suo libro nelle scuole ma il solo pensiero di parlare con qualcuno di questo mi paralizza.
Mi scuso ancora se la disturbo, solo scrivendo riesco ad esprimermi.
Per sempre le sarò riconoscente dottore.
Moreno.

