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	<title>Commenti a: Il saggio sull&#8217;introversione: Timido, docile, ardente&#8230;</title>
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	<description>Conoscere, riconoscere, riabilitare l&#039;introversione e prevenire il disagio degli introversi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 15:47:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Luigi Anepeta</title>
		<link>http://www.legaintroversi.it/2007/06/30/il-saggio-sullintroversione-timido-docile-ardente/#comment-118</link>
		<dc:creator>Luigi Anepeta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 06:12:27 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivi il tuo commento...&lt;b&gt;@ cirio stefano&lt;/b&gt;:
Gentile signor Cirio, se nella vita se l&#039;e cavata facendo onore alla categoria degli introversi e rimanendo fedele a se stesso, e se i suoi figli hanno avuto vantaggio dal suo esempio, non penso che abbia bisogno di ulteriori nozioni &quot;tecniche&quot; per aiutare i suoi nipoti. Certo, la situazione sociale è profondamente cambiata nel corso degli ultimi venti anni, e il pericolo che bambini e adolescenti introversi siano indotti a rifiutare il loro modo di essere e a tentare di estrovertirsi è maggiore. Il suo esempio può essere fondamentale a riguardo. Quando diventano preadolescenti, parli loro della sua storia, delle sue vicissitudini e faccia capire loro che si può rimanere fedeli al proprio destino genetico ricavandone vantaggio.
Il massimo pericolo che corrono oggi gli introversi in fase evolutiva è di percepire la loro diversità in termini negativi. Aiutarli a capire che l&#039;introversione  è un modo di essere che ha un grande valore nel nostro mondo, nonostante essa comporti in fase evolutiva qualche prezzo da pagare, è essenziale. penso che lei e i suoi figli siate in grado di farlo.
Per quanto concerne le letture, &lt;em&gt;Timido, docile e ardente&lt;/em&gt; rimane un testo di base perché esso tiene conto di gran parte della letteratura a riguardo e, ponendo in gioco i fattori ambientali e sociologici, cerca di rimediare alle sue carenze.
Se dovessi consigliarle altri testi, non saprei cosa dire. La letteratura corrente è mediocre e inficiata da un angusto psicologismo. Bisognerebbe attingere al passato. Potrebbe leggere, per esempio, di E. Erickson &lt;em&gt;Infanzia e Società&lt;/em&gt; e di Fromm &lt;em&gt;Psicoanalisi della società contemporanea&lt;/em&gt;. Sono testi che hanno più di cinquanta anni, ma reggono alla prova del tempo. La letteratura contemporanea psicologica è effimera e, nel complesso, poco significativa.
Luigi Anepeta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_118"><p>Scrivi il tuo commento&#8230;<b>@ cirio stefano</b>:<br />
Gentile signor Cirio, se nella vita se l&#8217;e cavata facendo onore alla categoria degli introversi e rimanendo fedele a se stesso, e se i suoi figli hanno avuto vantaggio dal suo esempio, non penso che abbia bisogno di ulteriori nozioni &#8220;tecniche&#8221; per aiutare i suoi nipoti. Certo, la situazione sociale è profondamente cambiata nel corso degli ultimi venti anni, e il pericolo che bambini e adolescenti introversi siano indotti a rifiutare il loro modo di essere e a tentare di estrovertirsi è maggiore. Il suo esempio può essere fondamentale a riguardo. Quando diventano preadolescenti, parli loro della sua storia, delle sue vicissitudini e faccia capire loro che si può rimanere fedeli al proprio destino genetico ricavandone vantaggio.<br />
Il massimo pericolo che corrono oggi gli introversi in fase evolutiva è di percepire la loro diversità in termini negativi. Aiutarli a capire che l&#8217;introversione  è un modo di essere che ha un grande valore nel nostro mondo, nonostante essa comporti in fase evolutiva qualche prezzo da pagare, è essenziale. penso che lei e i suoi figli siate in grado di farlo.<br />
Per quanto concerne le letture, <em>Timido, docile e ardente</em> rimane un testo di base perché esso tiene conto di gran parte della letteratura a riguardo e, ponendo in gioco i fattori ambientali e sociologici, cerca di rimediare alle sue carenze.<br />
Se dovessi consigliarle altri testi, non saprei cosa dire. La letteratura corrente è mediocre e inficiata da un angusto psicologismo. Bisognerebbe attingere al passato. Potrebbe leggere, per esempio, di E. Erickson <em>Infanzia e Società</em> e di Fromm <em>Psicoanalisi della società contemporanea</em>. Sono testi che hanno più di cinquanta anni, ma reggono alla prova del tempo. La letteratura contemporanea psicologica è effimera e, nel complesso, poco significativa.<br />
Luigi Anepeta</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('118','Luigi Anepeta'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('118','Luigi Anepeta'); return false;">Quota</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di: cirio stefano</title>
		<link>http://www.legaintroversi.it/2007/06/30/il-saggio-sullintroversione-timido-docile-ardente/#comment-117</link>
		<dc:creator>cirio stefano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 08:48:06 +0000</pubDate>
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		<description>Sono ormai un prossimo ottuagenario e ritengo, nonostante l&#039;esperianza di una vita, di essere tendenzialmente un timido.
Nonostante ciò ho sempre affrontato a cuor sereno la vita con le sue difficoltà, senza inibizioni nei confronti dei compagni, dei colleghi e dei superiori.
Anche in età matura ho sempre guardato con una certa simpatia i timidi o quantomeno i riservati. Dirò che quand&#039;ero giovane, mi attraevano di più i ragazzi e le ragazzine e poi le signorine timide e riservate che non le sfrontate; evitavo o mal sopportavo i compagni ed i colleghi troppo sicuri di sè e carrieristi.
Quando poi divenni un piccolo dirigente, provavo particolare simpatia per quei giovani e giovane riservate poco propensi a farsi avanti, anzi li cercavo io e davo loro incarichi, che a mio giudizio, li aiutavano a superare la loro tendenza a stare in disparte.
Oggi ho quattro nipoti e trovo che anche loro, pur non essendo patologicamente timidi, sono tendenzialmente riservati, stanno a debita distanza dai compagni troppo fracassoni o troppo spiritosi come lo furono i loro genitori
Evidentamente è un problema di DNA.
Gradirei qualche consiglio su libri (non professionali) che potessero indirizzarmi su questi problemi che ritengo interessanti ed indicativi sul comportamento di un nonno verso i propri nipoti.
Preciso che uno dei miei nipoti è già in osservazione da una psicologa, perché non vuole più freguentare l&#039;oratorio dove trova ragazzi, poco più grandi, che non lo lasciano giocare con loro.
Ringrazio per la cortese attenzione e porgo distinti saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_117"><p>Sono ormai un prossimo ottuagenario e ritengo, nonostante l&#8217;esperianza di una vita, di essere tendenzialmente un timido.<br />
Nonostante ciò ho sempre affrontato a cuor sereno la vita con le sue difficoltà, senza inibizioni nei confronti dei compagni, dei colleghi e dei superiori.<br />
Anche in età matura ho sempre guardato con una certa simpatia i timidi o quantomeno i riservati. Dirò che quand&#8217;ero giovane, mi attraevano di più i ragazzi e le ragazzine e poi le signorine timide e riservate che non le sfrontate; evitavo o mal sopportavo i compagni ed i colleghi troppo sicuri di sè e carrieristi.<br />
Quando poi divenni un piccolo dirigente, provavo particolare simpatia per quei giovani e giovane riservate poco propensi a farsi avanti, anzi li cercavo io e davo loro incarichi, che a mio giudizio, li aiutavano a superare la loro tendenza a stare in disparte.<br />
Oggi ho quattro nipoti e trovo che anche loro, pur non essendo patologicamente timidi, sono tendenzialmente riservati, stanno a debita distanza dai compagni troppo fracassoni o troppo spiritosi come lo furono i loro genitori<br />
Evidentamente è un problema di DNA.<br />
Gradirei qualche consiglio su libri (non professionali) che potessero indirizzarmi su questi problemi che ritengo interessanti ed indicativi sul comportamento di un nonno verso i propri nipoti.<br />
Preciso che uno dei miei nipoti è già in osservazione da una psicologa, perché non vuole più freguentare l&#8217;oratorio dove trova ragazzi, poco più grandi, che non lo lasciano giocare con loro.<br />
Ringrazio per la cortese attenzione e porgo distinti saluti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Saggio sull'introversione, Luigi Anepeta - FobiaSociale.com</title>
		<link>http://www.legaintroversi.it/2007/06/30/il-saggio-sullintroversione-timido-docile-ardente/#comment-116</link>
		<dc:creator>Saggio sull'introversione, Luigi Anepeta - FobiaSociale.com</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 13:20:40 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo il senso comune l’introverso è chiuso, riservato, poco socievole, freddo, mentre l’estroverso è aperto, espansivo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div style="font-family: georgia; font-size: 13px;">
<p>Secondo il senso comune l’introverso è chiuso, riservato, poco socievole, freddo, mentre l’estroverso è aperto, espansivo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: 30 anni e nessun amico - Pagina 7 - FobiaSociale.com</title>
		<link>http://www.legaintroversi.it/2007/06/30/il-saggio-sullintroversione-timido-docile-ardente/#comment-92</link>
		<dc:creator>30 anni e nessun amico - Pagina 7 - FobiaSociale.com</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 16:03:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lnx.legaintroversi.it/?p=1#comment-92</guid>
		<description>Le consulenze di un certo tipo le devono fare addetti del mestiere; se per te una terapia ha funzionato...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div style="font-family: georgia; font-size: 13px;">
<p>Le consulenze di un certo tipo le devono fare addetti del mestiere; se per te una terapia ha funzionato&#8230;</p>
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