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30 agosto – 1 settembre 2007, Caprarola (VT)

Cari amici,

Vi ringrazio caldamente di aver risposto così numerosi per partecipare a questo primo incontro organizzato dalla LIDI.

Come molti di voi sanno, il progetto LIDI nasce da un’idea del dott. Luigi Anepeta, che dopo aver studiato il fenomeno per molti anni, decide di dare il suo contributo al mondo introverso, con questa idea che io ritengo geniale: mettere insieme persone che provengono da varie estrazioni sociali, ma avendo in comune il carattere introverso.

Gli studi del nostro presidente hanno prodotto il suo libro dal titolo (Timido, docile, ardente…), che vi consiglio di leggere in quanto contiene molte notizie utili per decodificare la natura introversa e aiuta a prendere coscienza del perché di molti accadimenti del nostro passato e anche del presente.

Il tema di questo nostro incontro sono le emozioni che, come molti di voi avranno già scoperto, per gli introversi sono la parte più dolente del carattere.

In questo nostro stare insieme questi due giorni, con l’aiuto di vari amici, cercheremo di sperimentare nei limiti del possibile la nostra parte emozionale, rispettando ogni individualità, per capire qualcosa di più sul mondo delle emozioni. Vi chiedo di tenere la mente aperta, di non dare giudizi frettolosi su ciò che sentite e su ciò che andremo a fare. Ricordate che noi siamo sperimentatori di qualcosa di nuovo; mai prima d’ora, che io sappia, caratteri come i nostri si sono riuniti decidendo con libertà di mettersi in gioco per capire la propria natura.

Il progetto LIDI è molto ambizioso, si propone di creare uno spazio in cui ogni introverso che lo desideri possa trovare risposte alla sua diversità, e magari strumenti per capire e superare quei vincoli che ci bloccano nell’accettazione della nostra natura.

Dunque, cari amici, noi siamo la punta di un iceberg di un universo nascosto di persone introverse che, come noi, si nascondono, travestendosi tutti i giorni da estroversi. Il peggior nemico degli introversi sono gli introversi stessi, perciò tocca a noi tracciare un sentiero con le nostre esperienze, la forza e la speranza che, nel cercare di stare meglio noi stessi, si possa creare uno strumento anche per altri.

Renzo Marinoni

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