30 agosto – 1 settembre 2007, Caprarola (VT)
Messaggio inaugurale del Presidente
Cari Amici,
è un successo della LIDI, dovuto soprattutto alla passione di Renzo Marinoni, aver aggregato un gruppo di introversi che si incontra per perseguire un obiettivo significativo: dare senso ad un’esperienza di diversità e cercare, attraverso l’interazione e lo scambio comunicativo, di viverla nel modo migliore possibile.
La mia assenza fisica non penso richieda giustificazioni, essendo riconducibile al mio ruolo di analista che creerebbe di sicuro qualche imbarazzo. Quando consideravo la possibilità di fondare la LIDI, cosciente che essa avrebbe aggregato anche alcune persone con cui ho intrattenuto o intrattengo un rapporto terapeutico, ho messo nel conto circostanze del genere e non ho avuto difficoltà ad accettare di svolgere una funzione di coordinamento prevalentemente teorica.
La partecipazione all’incontro è, infatti, assicurata da due contributi culturali.
Il primo è un articolo che cerca di approfondire le tematiche illustrate nella sindrome di Robespierre e di definire alcuni criteri che possono agevolare l’elaborazione del groviglio di emozioni presente in ogni soggettività introversa. La necessità di differenziare gli incontri organizzati da Renzo dai workshop che si ispirano a criteri diversi dalla LIDI è forse superflua per i partecipanti: di sicuro non lo è per tutti i soci e i simpatizzanti della LIDI o per coloro che tentano timidamente di avvicinarsi all’Associazione.
Forse non ci sarà il tempo necessario per leggere l’articolo ed eventualmente commentarlo. Ciascuno potrà farlo per conto proprio. Mi auguro che gli spunti di riflessione che esso fornisce possano essere ripresi ulteriormente.
Il secondo è un contributo di tutt’altro segno. Si tratta, infatti, di un CD musicale, un mix dei due generi che prediligo: la musica classica e il jazz. Si tratta di brani che confermano che, se in tutti gli ambiti dell’arte gli introversi sono ampiamente rappresentati, in quello musicale essi rappresentano la maggioranza assoluta.
Nel regno dell’arte il “sogno” introverso si è già pienamente realizzato. Trasferirlo nell’ambito della vita quotidiana e renderlo compatibile con un mondo dissonante: questo è il problema.
È inutile dire che, come per l’articolo, anche il CD potrà essere ascoltato dai soci dopo l’incontro, posto che si organizzi una “catena di S. Antonio” per duplicarlo.
Un caro saluto a tutti
Luigi Anepeta
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