Abbecedario di scienze umane e sociali. (Parte di) quello che sarebbe bene conoscere per non vivere (troppo) tranquilli
Luigi Anepeta – Franco Angeli 2007
Presentazione del saggio
Il dato più rilevante del nostro tempo è lo scarto tra il dominio tecnico che l’uomo ha raggiunto sul mondo esterno e la scarsa familiarità ch’egli ha con quello interno. Al di là della consapevolezza di avere un io, poche persone sono in grado di interrogarsi sulla natura umana, sul cervello, sull’uso che se ne fa e che, nel corso del tempo, ne è stato fatto, da tutte le generazioni che si sono succedute, producendo la cultura (materiale e spirituale), la storia e l’organizzazione sociale.
Questo limite ha una causa specifica. Il patrimonio di sapere accumulato dalle scienze umane e sociali – neurobiologia, psicologia, psicoanalisi, sociologia, economia, storia delle mentalità, antropologia culturale, ecc. -, con il suo carico di verità, intuizioni e contraddizioni, è praticamente riservato agli specialisti.
Se ci si chiede perché questo patrimonio (comprese le domande ancora aperte) non fa parte del bagaglio culturale collettivo, perché gran parte degli uomini non possano utilizzarlo, nonostante potrebbe permettere loro di partecipare un po’ meno casualmente all’avventura umana, perché, infine, nell’ordinamento degli studi, dalle elementari alle superiori, le scienze umane e sociali sono praticamente escluse è difficile rispondere. Di sicuro a qualcuno fa gioco questa rimozione. A chi e perché è da vedere.
Ritenendo che questa lacuna vada urgentemente colmata, per rimediare ad un disagio psicologico che va assumendo una configurazione epidemica, l’autore ha scritto un saggio che, con un linguaggio accessibile e uno stile accattivante, sintetizza ciò che di quelle scienze si può ritenere indispensabile per avviare una programmazione sociale e culturale che dia ad ogni individuo gli strumenti minimali per riflettere non già solo sull’esperienza personale ma sulla condizione umana cui essa appartiene.
È un libro serio, anche se d’acchito non sembra, perché, parlando dell’uomo, un po’ d’ironia non guasta. È uno zibaldone, però, non una guida per la caccia al tesoro. Le mappe bisogna che ciascuno se le faccia da sé.
L’autore
Luigi Anepeta, psichiatra critico, impegnato da molti anni a costruire un modello psicopatologico interdisciplinare che comprenda e spieghi i nessi reciproci tra soggettività e storia sociale, dopo aver partecipato alla stagione antistituzionale si è dedicato alla psicoterapia, alla formazione di operatori e alla ricerca. Ha pubblicato La politica del Super-io (Armando, 1992), Il mondo stregato (Armando, 1995), Abracadabra (Edizioni Libreria Croce, 2000), Miseria della neopsichiatria. Sul delirio e sulla predisposizione schizofrenica (Franco Angeli, 2001), Star male di testa (Edizioni Libreria Croce, 2002), Timido, docile, ardente. Manuale per capire ed accettare valori e limiti dell’introversione (propria o altrui) (Franco Angeli, 2005 – 2007).
Nel 2006 ha fondato la LIDI – Lega Italiana per i Diritti degli Introversi (legaintroversi.it), di cui è Presidente, il cui intento è di intervenire nelle fasi evolutive dello sviluppo al fine di scongiurare il pericolo di un disagio psichico.
Attraverso un sito web (nilalienum.it) persegue l’obiettivo di delineare i fondamenti di un sapere panantropologico.
È stata pubblicata la nuova edizione del saggio Abracadabra, con il titolo Abbecedario di scienze umane e sociali. (Parte di) quello che sarebbe bene conoscere per non vivere (troppo) tranquilli (Franco Angeli 2007). Il libro può essere acquistato in qualunque libreria oppure online sul sito della casa editrice.

