Rossore addio

Rossore addio, alla ricerca della fiducia in se stessi

Mentre un film francese affronta il tema della timidezza e della fobia sociale, anche in Italia crescono i gruppi di auto-aiuto. Paure e angosce possono spingere all’isolamento e trasformarsi in malattia. In rete nascono forum e social network per aiutare i pazienti.

Cyrano de Bergerac aveva così paura di non piacere alla sua bella da non riuscire a dichiararle il suo amore. Le emozioni possono bloccare, inibire ogni azione. Spingono all’isolamento, alla chiusura in un mondo fatto di solitudine. Paure e sensazioni che possono essere un problema e a volte trasformarsi in malattia. Delle angosce dei timidi parla anche Emotivi anonimi, la commedia francese in cui il proprietario di una fabbrica di cioccolato incontra una donna che, come lui, soffre di fobia sociale. «La timidezza non è una malattia, indica un comportamento che va ricondotto all’introversione che solo in alcuni casi estremi può portare al disagio psichico – dice Luigi Anepeta, psichiatra e autore del saggio Le talpe riflessive. Il mondo sotterraneo dell’introversione – A volte la difficoltà del rapporto con l’altro nasce dal fatto che le persone sono banali, poco interessanti».

Ma che cosa fare quando l’ansia cresce fino ad arrivare alla fobia sociale? «L’introverso deve riuscire a riconoscere i propri valori, ma anche accettare i propri limiti», spiega lo specialista. Secondo gli esperti è importante aiutare i pazienti a relativizzare il concetto di “normalità” e a sviluppare le proprie potenzialità. «Una mia paziente aveva una sensibilità che l’aveva fatta sentire “diversa” e aveva pressoché disimparato a parlare – dice Nicola Ghezzani, presidente dell’Asip, Associazione per lo studio delle iperdotazioni psichiche e autore di A viso aperto – viveva in una sorta di mutismo. Ha cominciato a guarire quando le ho consigliato di dare spazio alla sua vocazione poetica. Oggi scrive, frequenta altri poeti e ha ritrovato la sua socialità naturale».

Anche in Italia, proprio come in Emotivi Anonimi, esistono gruppi di auto-aiuto che offrono un programma simile a quello per chi deve smettere di bere. Il primo passo per uscire dal proprio guscio è quello di «accettare di essere impotenti di fronte alle emozioni». La Lega per la difesa dei diritti degli introversi, presieduta da Anepeta, cerca di ricordare gli aspetti positivi del concetto di “pudore” e “riservatezza”. Questa rete ha dato vita a un forum e a un social network frequentato da centinaia di persone. Fra i vari quesiti che arrivano agli esperti ce ne sono molti che riguardano i bambini. «Si possono aiutare a esporre le proprie qualità e rinforzare così l´autostima. Forzarli a essere estroversi in senso generico comporta un grave danno perché li espone all’angoscia della performance», dice Ghezzani.

È la stessa ricetta che devono seguire i timidi in amore. Spesso sono proprio loro a trovare una forza improvvisa nei momenti importanti. Ancora Ghezzani: «A volte è necessario esporsi alle proprie paure, ma solo quando il desiderio raggiunge una soglia critica, quella della “necessità morale”: se amo davvero quella ragazza o devo chiarire la mia posizione etica con il capo allora posso attingere a una forza morale che travolge le limitazioni del mio io. Il timido cerca autenticità e deve muoversi in modo sincero prima di imparare a mentire come tutti gli altri».

- Rossore addio, alla ricerca della fiducia in se stessi, di Valeria Pini (Corriere della Sera – 10 gennaio 2012)

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  • pisana collodi

    Non mi piace il tono di questo articolo. Non mi piace valorizzare il rifiuto verso un altro se “banale o poco interessante”. Non mi piace il riferimento all’iperdotazione, mi sembra un’americanata compiacente con la retorica del successo, passibile davvero solo di aumentare ansia della “performance”, narcisismo, smanie varie di competizione.
    Possiamo crescere, trovare i nostri talenti e la nostra strada solo con un sostegno affettivo disinteressato e dolce.
    Rifkin ha dimostrato (vedi La civiltà dell’empatia) un aumento delle doti mentali in bambini affidati alle cure di una ragazza ritardata, ma affettuosa e presente. Riflettiamoci su.

  • Andrea

    Il timido deve imparare a “mentire” come tutti gli altri.

    Questa frase da sola ci dice tutto sull’essere umano.

  • marinoni

    Non mi piace mentire, preferisco fare figuracce che mentire, mentire mi fa più male che farmi vedere goffo e impacciato, abbiamo un concetto strano di malattia, l’introverso non è un malato, è la faccia tosta di questo mondo la malattia, e forse dico forse il riservato, colui che parla solo se a qualcosa da dire, e non solo per friggere aria con la bocca, quello che chiede permesso senza dare spinte, e aspetta il suo turno senza prevaricare, che fa qualche metro in più per trovare un cestino per non buttare la carta per terra, forse è lui il sano e gli altri i pazienti inconsapevoli………….
    Renzo Marinoni

  • Davide P.

    Concordo al 100% marinoni ha scritto:

    Non mi piace mentire, preferisco fare figuracce che mentire, mentire mi fa più male che farmi vedere goffo e impacciato, abbiamo un concetto strano di malattia, l’introverso non è un malato, è la faccia tosta di questo mondo la malattia, e forse dico forse il riservato, colui che parla solo se a qualcosa da dire, e non solo per friggere aria con la bocca, quello che chiede permesso senza dare spinte, e aspetta il suo turno senza prevaricare, che fa qualche metro in più per trovare un cestino per non buttare la carta per terra, forse è lui il sano e gli altri i pazienti inconsapevoli………….
    Renzo Marinoni

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