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	<title>LIDI - Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi &#187; Renzo Marinoni</title>
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	<description>Conoscere, riconoscere, riabilitare l&#039;introversione e prevenire il disagio degli introversi</description>
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		<title>Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;: introduzione del Vicepresidente</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 19:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Marinoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
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		<category><![CDATA[infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[23 – 24 – 25 maggio 2008, Caprarola (VT)
La trasformazione attraverso la fortezza
Molti esseri umani non sono consapevoli delle immense potenzialità della loro mente e della loro interiorità.
Cosa s&#8217;intende per potenzialità? S&#8217;intende qualcosa che trascende notevolmente ciò che è considerato &#8220;normale&#8221; nella nostra sfera d&#8217;esistenza.
Queste potenzialità interiori rimangono spesso inaccessibili, a volte possono essere anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignr"><strong>23 – 24 – 25 maggio 2008, Caprarola (VT)</strong></p>
<h3>La trasformazione attraverso la fortezza</h3>
<p>Molti esseri umani non sono consapevoli delle immense potenzialità della loro mente e della loro interiorità.<br />
Cosa s&#8217;intende per potenzialità? S&#8217;intende qualcosa che trascende notevolmente ciò che è considerato &#8220;normale&#8221; nella nostra sfera d&#8217;esistenza.<br />
Queste potenzialità interiori rimangono spesso inaccessibili, a volte possono essere anche pericolose, se l&#8217;essere umano non ha raggiunto un certo grado di maturazione e se la sua consapevolezza non è ancora pervenuta ad uno stato di coscienza. Tutto ciò dipende dal fatto che ancora esistono in lui delle attitudini distruttive, quali l&#8217;ostinazione, l&#8217;orgoglio, la paura, l&#8217;avidità, l&#8217;invidia, la crudeltà, ecc. Nella maggior parte dei casi, gli esseri umani sono addormentati al novanta per cento e solo al dieci per cento svegli. Il processo del risveglio richiede forza, impegno, lavoro e la volontà di rinunciare alle attitudini distruttive e alle effimere soddisfazioni che da esse si possono trarre. Solo in questo caso la consapevolezza può gradualmente crescere, le percezioni diventare più acute e la saggezza interiore manifestarsi.</p>
<p>All&#8217;inizio questa nuova consapevolezza illumina soprattutto la propria realtà interiore, poi si estende anche a quella degli altri ed infine include la realtà tutta. In questo stato, che potrebbe essere chiamato di &#8220;coscienza infinita&#8221;, si percepisce in maniera incontrovertibile che la vita ed il sentire sono infiniti. Non vi è più alcun dubbio su questo! Il risveglio delle potenzialità interiori ci permette anche di accedere a quelle potenzialità che sono allo stato latente, ma che sempre esistono dentro di noi. Queste potenzialità possono essere utilizzate per guarire e per aiutare se stessi e gli altri, per espandere la nostra conoscenza e per rendere più felice la nostra vita e quella altrui. Va senza dire che se il piccolo io ancora predomina sul vero sé, un uso improprio di queste potenzialità è inevitabile. Solo quando il vero sé è governato dall&#8217;equità e dalla clemenza, non c&#8217;è rischio di abusarne. Il campo energetico di un essere umano che, a causa del basso livello di sviluppo della sua consapevolezza, vibra ad una frequenza troppo bassa, è incompatibile con le frequenze più elevate delle forze interiori a lui sconosciute. Questo è il motivo per cui è così importante che lo sviluppo proceda secondo certi ritmi. Il metodo più sicuro è quello di enfatizzare, al di sopra di tutto, il processo di trasformazione.  </p>
<p>Quando questo processo è in atto, la paura che abbiamo della vita diminuisce, nuove possibilità emergono in noi, e diventiamo più felici e soddisfatti. Anche la nostra attitudine verso i problemi cambia: invece di evitarli, come di solito facciamo, impariamo ad affrontarli, e questo ci permette di trovare soluzioni fino a prima inimmaginabili. In questo modo possiamo guarire i mali che affliggono il nostro corpo, la nostra mente e la nostra interiorità.<br />
Ma non possiamo raggiungere questo stato apparentemente utopico, se prima non affrontiamo tutti i nostri bisogni, i reali e i falsi, quelli consci e quelli inconsci. Se non rendiamo coscienti le emozioni e i pensieri che si nascondono nel nostro inconscio, porteremo con noi questo materiale represso per tutti i giorni della nostra vita. Ciò significa che continueremo a incontrare circostanze e persone che lo faranno emergere ogni volta. </p>
<p>In apparenza i genitori o l&#8217;ambiente sono responsabili delle esperienze dolorose dell&#8217;infanzia; la realtà è che i fattori esterni sono solo un mezzo attraverso cui l&#8217;individuo può entrare in contatto con se stesso, ovvero, con gli aspetti di sé che altrimenti rimarrebbero sempre dormienti e, perciò, non potrebbero mai essere trasformati. Naturalmente, possiamo sempre scegliere di trattare le esperienze dolorose al solito modo, cercando di evitarle e rifiutandoci di assumercene la responsabilità, non facendo altro, quindi, che prolungare il nostro dolore. Per ogni uomo arriva, comunque, il momento in cui non è più possibile evitare di confrontare apertamente le esperienze da esso stesso prodotte.<br />
È possibile comprendere questa relazione di causa ed effetto nel corso del nostro quotidiano: nella misura in cui le nostre esperienze infantili sono sepolte dentro di noi e non ne siamo più coscienti, attiriamo esperienze simili anche da adulti. Inversamente, quando prendiamo coscienza delle emozioni represse che ci portiamo dietro dall&#8217;infanzia, possiamo vedere come esse tendano a ripetersi nella nostra vita attuale. La repressione delle emozioni del passato genera in noi uno stato di torpore, che ci impedisce di sentire anche le emozioni presenti, fin quando non decidiamo di affrontarle con coraggio e di accettare il dolore che ne scaturisce.</p>
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		<title>Le emozioni. Come conoscerle e viverle</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 14:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Marinoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Workshop sulle emozioni
30 agosto &#8211; 1 settembre 2007, Caprarola (VT)
Relazione di Renzo Marinoni
Non è possibile conoscere se stessi, se non permettiamo alle nostre emozioni di emergere e di maturare. Molti di noi hanno una forte resistenza a fare questo, e ciò rappresenta un grosso ostacolo sulla strada della crescita e della maturità personale. È importante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignr"><strong>Workshop sulle emozioni<br />
30 agosto &#8211; 1 settembre 2007, Caprarola (VT)<br />
Relazione di <span class="highlight-blue">Renzo Marinoni</span></strong></p>
<p>Non è possibile conoscere se stessi, se non permettiamo alle nostre emozioni di emergere e di maturare. Molti di noi hanno una forte resistenza a fare questo, e ciò rappresenta un grosso ostacolo sulla strada della crescita e della maturità personale. È importante, perciò discutere il meccanismo di queste resistenze.<br />
Sia ben chiaro, innanzitutto, che la nostra personalità costituisce un&#8217;unità inscindibile. Per raggiungere la maturità, il lato fisico, il lato emotivo e quello mentale devono svilupparsi in egual misura. Queste tre sfere devono funzionare armoniosamente, non contrapporsi, come purtroppo di solito avviene. Se una funzione è meno sviluppata delle altre, l&#8217;intera personalità diventa disarmonica e noi non possiamo raggiungere il nostro equilibrio interiore.</p>
<p>Cerchiamo di capire perché noi tralasciamo di coltivare, ed anzi, ostacoliamo la crescita della nostra natura emotiva. Questa tendenza è universale ma negli introversi viene esagerata per il patrimonio emotivo che ci portiamo in dote. In genere tutti noi ci prendiamo cura del nostro corpo fisico. Facciamo tutto ciò che è necessario per farlo crescere e per mantenerlo sano. Una buona parte di noi coltiva anche quello mentale: impariamo ad utilizzare la mente, teniamo in allenamento il cervello, esercitiamo la memoria; insomma facciamo tutto ciò che è necessario per crescere mentalmente.<br />
Perché, allora, la crescita emotiva viene trascurata? Ci sono dei buoni motivi per questo cari amici miei. Per maggiore chiarezza, cerchiamo di capire quale funzione ha la natura emotiva nell&#8217;essere umano. Un suo importante aspetto è <em>la capacità di sentire emozioni e sensazioni</em>: senza di queste è impossibile dare e ricevere felicità. Nella misura in cui ci allontaniamo dalle emozioni, chiudiamo la  porta alla felicità. Un altro importante aspetto della natura emotiva è la creatività. <em>Nella misura in cui reprimiamo il nostro lato emotivo, non permettiamo alla nostra creatività di esprimersi</em>. Contrariamente a quello che molti credono, la creatività non è solo un processo mentale. Di fatto l&#8217;intelletto vi gioca un ruolo molto meno importante di quanto comunemente si ritenga. Anche se è vero che esso serve ad apprendere le tecniche necessarie all&#8217;espressione della creatività, questa, però, è e rimane un processo fondamentalmente intuitivo. Naturalmente, la capacità intuitiva può essere attiva solo se le emozioni sono mature, sane e forti.<br />
Quando ci allontaniamo dal crescere emotivamente e dal mondo delle emozioni, inevitabilmente la nostra capacità intuitiva ne risente. Perché c&#8217;è una tale enfasi oggi nel mondo a sviluppare il lato fisico e quello mentale, mentre il lato emotivo viene trascurato? Diverse spiegazioni potrebbero essere date, ma io preferisco andare direttamente alle radici del problema.</p>
<h3>Le emozioni vengono smorzate per evitare il dolore</h3>
<p>Nel mondo delle emozioni vi sono la felicità e l&#8217;infelicità, il piacere e il dolore, l&#8217;abisso e l&#8217;estasi. Contrariamente a quanto avviene per i processi mentali, che ci limitiamo a registrare, le emozioni ci toccano profondamente. Dal momento che ognuno di noi desidera essere felice, e che abbiamo capito che le emozioni immature portano all&#8217;infelicità, reprimendo le prime speriamo di evitare anche quest&#8217;ultime.</p>
<p>Nella vita di ogni bambino non possono non esserci delle circostanze infelici; il dolore e le frustrazioni sono comuni. Ben presto il bambino raggiunge la seguente conclusione, di solito inconscia, conclusione nella quale continua a credere anche da adulto: &#8220;se riesco a non sentire non sarò infelice&#8221;. In altre parole, invece di prendere la coraggiosa decisione di vivere e di attraversare le emozioni negative e immature, in modo da permettere loro di crescere e di maturare e quindi di diventare costruttive, l&#8217;uomo preferisce reprimerle, eliminarle dalla coscienza, e nasconderle. Cosi queste rimangono inadeguate e distruttive, anche se si è inconsapevoli della loro esistenza.<br />
È vero che anestetizzandoci emotivamente, temporaneamente non sentiamo più il dolore, ma è anche vero che la nostra capacita di essere felici e di provare piacere viene a soffrirne, mentre, nei tempi lunghi, comunque non riusciamo ad evitare la tanta temuta infelicità. Questa ci colpisce in maniera indiretta ed in forma ancora più dolorosa.<br />
L&#8217;amaro dolore dell&#8217;isolamento, della solitudine, la devastante sensazione di aver attraversato la vita senza aver raggiunto le sue vette e senza essere scesi nei sui abissi, senza aver sviluppato noi stessi al meglio delle nostre capacità, sono il risultato di tale soluzione sbagliata.<br />
Se adottiamo la tattica di fuggire, non possiamo vivere la nostra vita in pieno. Allontanandoci dal dolore ci allontaniamo dalla felicità, e, ciò che è ancor più grave, distruggiamo la nostra capacità di sentire. Ad un certo punto, anche se non lo ricordiamo coscientemente, abbiamo preso la decisione di allontanarci dall&#8217;amore, dalla gioia, dalle nostre emozioni, e da tutto ciò che rende la vita ricca e gratificante. Questa decisione ha provocato gravi guasti, sia alla nostra capacità intuitiva, che alla nostra creatività, delle nostre potenzialità abbiamo sviluppato solo una minima parte. Il danno che arrechiamo a noi stessi fin quando aderiamo a questa pseudosoluzione, supera la nostra attuale capacità di comprensione.</p>
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		<title>Workshop sulle emozioni: introduzione del Vicepresidente</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 13:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Marinoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[saggio sull'introversione]]></category>

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		<description><![CDATA[30 agosto &#8211; 1 settembre 2007, Caprarola (VT)
Cari amici,
Vi ringrazio caldamente di aver risposto così numerosi per partecipare a questo primo incontro organizzato dalla LIDI.
Come molti di voi sanno, il progetto LIDI nasce da un&#8217;idea del dott. Luigi Anepeta, che dopo aver studiato il fenomeno per molti anni, decide di dare il suo contributo al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignr"><strong>30 agosto &#8211; 1 settembre 2007, Caprarola (VT)</strong></p>
<p>Cari amici,</p>
<p>Vi ringrazio caldamente di aver risposto così numerosi per partecipare a questo primo incontro organizzato dalla LIDI.</p>
<p>Come molti di voi sanno, il progetto LIDI nasce da un&#8217;idea del dott. Luigi Anepeta, che dopo aver studiato il fenomeno per molti anni, decide di dare il suo contributo al mondo introverso, con questa idea che io ritengo geniale: mettere insieme persone che provengono da varie estrazioni sociali, ma avendo in comune il carattere introverso.</p>
<p>Gli studi del nostro presidente hanno prodotto il suo libro dal titolo (<a href="/2007/06/30/il-saggio-sullintroversione-timido-docile-ardente/"><strong><em>Timido, docile, ardente&#8230;</em></strong></a>), che vi consiglio di leggere in quanto contiene molte notizie utili per decodificare la natura introversa e aiuta a prendere coscienza del perché di molti accadimenti del nostro passato e anche del presente.</p>
<p>Il tema di questo nostro incontro sono le emozioni che, come molti di voi avranno già scoperto, per gli introversi sono la parte più dolente del carattere.</p>
<p>In questo nostro stare insieme questi due giorni, con l&#8217;aiuto di vari amici, cercheremo di sperimentare nei limiti del possibile la nostra parte emozionale, rispettando ogni individualità, per capire qualcosa di più sul mondo delle emozioni. Vi chiedo di tenere la mente aperta, di non dare giudizi frettolosi su ciò che sentite e su ciò che andremo a fare. Ricordate che noi siamo sperimentatori di qualcosa di nuovo; mai prima d&#8217;ora, che io sappia, caratteri come i nostri si sono riuniti decidendo con libertà di mettersi in gioco per capire la propria natura.</p>
<p>Il progetto LIDI è molto ambizioso, si propone di creare uno spazio in cui ogni introverso che lo desideri possa trovare risposte alla sua diversità, e magari strumenti per capire e superare quei vincoli che ci bloccano nell&#8217;accettazione della nostra natura.</p>
<p>Dunque, cari amici, noi siamo la punta di un iceberg di un universo nascosto di persone introverse che, come noi, si nascondono, travestendosi tutti i giorni da estroversi. Il peggior nemico degli introversi sono gli introversi stessi, perciò tocca a noi tracciare un sentiero con le nostre esperienze, la forza e la speranza che, nel cercare di stare meglio noi stessi, si possa creare uno strumento anche per altri.</p>
<p class="alignr">Renzo Marinoni</p>
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