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	<title>LIDI - Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi &#187; Sergio Marconi</title>
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	<description>Conoscere, riconoscere, riabilitare l&#039;introversione e prevenire il disagio degli introversi</description>
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		<title>Bisogni indotti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 19:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Marconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[alienazione]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221; 23 – 24 – 25 maggio 2008 , Caprarola (VT) Relazione del prof. Sergio Marconi Introduzione Vorrei aprire con quattro citazioni emblematiche: Questa infinità (quella matematica del progresso infinito) è la infinità falsa e negativa giacché essa non è se non la negazione del finito, il quale però nasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignr"><strong>Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;<br />
23 – 24 – 25 maggio 2008 , Caprarola (VT)<br />
Relazione del <span class="highlight-blue">prof. Sergio Marconi</span></strong></p>
<h3>Introduzione</h3>
<p>Vorrei aprire con quattro citazioni emblematiche:</p>
<blockquote>
<p>Questa infinità (quella matematica del progresso infinito) è la infinità <em>falsa e negativa</em> giacché essa non è se non la negazione del finito, il quale però nasce di nuovo e per conseguenza non è ancora superato; vale a dire questa infinità esprime solo il <em>dover essere</em> del superamento del finito. Il progresso all&#8217;infinito si arresta alla dichiarazione della contraddizione, contenuta nel finito, che questo, cioè, è tanto <em>alcunché</em> quanto l&#8217;<em>altro</em>; è il perpetuo proseguire del cangiamento di queste determinazioni, che s&#8217;ingenerano l&#8217;una dall&#8217;altra.<br />
<cite><strong>Georg Wilhelm Hegel</strong>, <em>Enciclopedia delle Scienze Filosofiche in compendio</em> (1817)- § 94</cite></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p>Forse non tutti credono alla storia del diavolo a cui si può vendere l&#8217;anima, ma quelli che di anima devono intendersene perché in qualità di preti, storici e artisti ne traggono lauti guadagni, attestano che essa è stata rovinata dalla matematica, e che la matematica è l&#8217;origine di un perfido raziocinio, che fa, sì, dell&#8217;uomo il padrone del mondo, ma lo schiavo della macchina.<br />
<cite><strong>Robert Musil</strong>, <em>L&#8217;Uomo senza qualità</em> (1930)- Parte Iª, 11</cite></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p>Ciò che rende difficile la comprensione di un oggetto… è il contrasto tra il comprendere l&#8217;oggetto in questione e ciò che la maggior parte delle persone <em>vuole</em> vedere. A causa di ciò, anche la cosa più semplice può diventare la più difficile da comprendere. Si deve superare una difficoltà della volontà, non dell&#8217;intelletto.<br />
<cite><strong>Ludwig Wittgenstein</strong>, <em>Filosofia</em> (1932)</cite></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p>Lo spettacolo moderno altro non è che il regno autocratico dell&#8217;economia mercantile elevato a uno stato di sovranità irresponsabile&#8230; Esso si sottomette agli uomini viventi nella misura in cui l&#8217;economia li ha totalmente sottomessi e non è altro che l&#8217;economia sviluppantesi per se stessa. È il riflesso fedele della produzione delle cose, e l&#8217;oggettivazione infedele dei produttori.<br />
<cite><strong>Guy Debord</strong>, <em>La Società dello Spettacolo e Commentari alla Società dello Spettacolo</em> (1971 – 1988)</cite>
</p></blockquote>
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