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23 – 24 – 25 maggio 2008, Caprarola (VT)

La trasformazione attraverso la fortezza

Molti esseri umani non sono consapevoli delle immense potenzialità della loro mente e della loro interiorità.
Cosa s’intende per potenzialità? S’intende qualcosa che trascende notevolmente ciò che è considerato “normale” nella nostra sfera d’esistenza.
Queste potenzialità interiori rimangono spesso inaccessibili, a volte possono essere anche pericolose, se l’essere umano non ha raggiunto un certo grado di maturazione e se la sua consapevolezza non è ancora pervenuta ad uno stato di coscienza. Tutto ciò dipende dal fatto che ancora esistono in lui delle attitudini distruttive, quali l’ostinazione, l’orgoglio, la paura, l’avidità, l’invidia, la crudeltà, ecc. Nella maggior parte dei casi, gli esseri umani sono addormentati al novanta per cento e solo al dieci per cento svegli. Il processo del risveglio richiede forza, impegno, lavoro e la volontà di rinunciare alle attitudini distruttive e alle effimere soddisfazioni che da esse si possono trarre. Solo in questo caso la consapevolezza può gradualmente crescere, le percezioni diventare più acute e la saggezza interiore manifestarsi.

All’inizio questa nuova consapevolezza illumina soprattutto la propria realtà interiore, poi si estende anche a quella degli altri ed infine include la realtà tutta. In questo stato, che potrebbe essere chiamato di “coscienza infinita”, si percepisce in maniera incontrovertibile che la vita ed il sentire sono infiniti. Non vi è più alcun dubbio su questo! Il risveglio delle potenzialità interiori ci permette anche di accedere a quelle potenzialità che sono allo stato latente, ma che sempre esistono dentro di noi. Queste potenzialità possono essere utilizzate per guarire e per aiutare se stessi e gli altri, per espandere la nostra conoscenza e per rendere più felice la nostra vita e quella altrui. Va senza dire che se il piccolo io ancora predomina sul vero sé, un uso improprio di queste potenzialità è inevitabile. Solo quando il vero sé è governato dall’equità e dalla clemenza, non c’è rischio di abusarne. Il campo energetico di un essere umano che, a causa del basso livello di sviluppo della sua consapevolezza, vibra ad una frequenza troppo bassa, è incompatibile con le frequenze più elevate delle forze interiori a lui sconosciute. Questo è il motivo per cui è così importante che lo sviluppo proceda secondo certi ritmi. Il metodo più sicuro è quello di enfatizzare, al di sopra di tutto, il processo di trasformazione.

Quando questo processo è in atto, la paura che abbiamo della vita diminuisce, nuove possibilità emergono in noi, e diventiamo più felici e soddisfatti. Anche la nostra attitudine verso i problemi cambia: invece di evitarli, come di solito facciamo, impariamo ad affrontarli, e questo ci permette di trovare soluzioni fino a prima inimmaginabili. In questo modo possiamo guarire i mali che affliggono il nostro corpo, la nostra mente e la nostra interiorità.
Ma non possiamo raggiungere questo stato apparentemente utopico, se prima non affrontiamo tutti i nostri bisogni, i reali e i falsi, quelli consci e quelli inconsci. Se non rendiamo coscienti le emozioni e i pensieri che si nascondono nel nostro inconscio, porteremo con noi questo materiale represso per tutti i giorni della nostra vita. Ciò significa che continueremo a incontrare circostanze e persone che lo faranno emergere ogni volta.

In apparenza i genitori o l’ambiente sono responsabili delle esperienze dolorose dell’infanzia; la realtà è che i fattori esterni sono solo un mezzo attraverso cui l’individuo può entrare in contatto con se stesso, ovvero, con gli aspetti di sé che altrimenti rimarrebbero sempre dormienti e, perciò, non potrebbero mai essere trasformati. Naturalmente, possiamo sempre scegliere di trattare le esperienze dolorose al solito modo, cercando di evitarle e rifiutandoci di assumercene la responsabilità, non facendo altro, quindi, che prolungare il nostro dolore. Per ogni uomo arriva, comunque, il momento in cui non è più possibile evitare di confrontare apertamente le esperienze da esso stesso prodotte.
È possibile comprendere questa relazione di causa ed effetto nel corso del nostro quotidiano: nella misura in cui le nostre esperienze infantili sono sepolte dentro di noi e non ne siamo più coscienti, attiriamo esperienze simili anche da adulti. Inversamente, quando prendiamo coscienza delle emozioni represse che ci portiamo dietro dall’infanzia, possiamo vedere come esse tendano a ripetersi nella nostra vita attuale. La repressione delle emozioni del passato genera in noi uno stato di torpore, che ci impedisce di sentire anche le emozioni presenti, fin quando non decidiamo di affrontarle con coraggio e di accettare il dolore che ne scaturisce.

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