Archivio: categoria 'L'introversione nella storia'

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Con Nietzsche, Dostoevskij si può ritenere colui che ha più approfondito il tema dell’introversione, da entrambi colta come diversità rispetto alla media (eccezionalità per l’uno, “morbosità” per l’altro). Il fascino esercitato da Dostoevskij su Nietzsche si può ricondurre al fatto che egli non arretra di fronte ad una verità sgradevole: quella per cui, se l’espressione [...]

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Nel primo articolo sulla genetica dell’introversione ho riprodotto l’immagine di E.T. tratta dal film Incontri ravvicinati del terzo tipo per fare riferimento al tipo ideale verso il quale tende l’evoluzione umana e che è implicito nel potenziale di sviluppo degli introversi. È per puro caso che, nel film di Spielberg, lo scienziato deputato a coordinare [...]

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Chi era Gesù al di fuori dell’oleografia ecclesiale, nella quale egli non si sarebbe presumibilmente riconosciuto?
Nel saggio sulla Bibbia (Facci un dio…), affrontando questo problema in un’ottica storicistica, ho tracciato un profilo psicologico della personalità di Gesù che riporto integralmente, per quanto ritengo che meriterebbe un approfondimento.
La parabola pubblica di Gesù dura solo tre anni. [...]

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Tra i grandi introversi, occorre inserire anche personaggi il cui orientamento caratteriale è indubbio, ma il cui comportamento getta qualche ombra sull’attribuzione al corredo genetico introverso di una sensibilità sociale che, sulla base dell’empatia, inibisce naturalmente la capacità di poter fare male al simile. Rimango convinto che tale attribuzione sia fondata, ma c’è da considerare [...]

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È singolare che, nel cuore della società vittoriana, siano maturate nello stesso periodo due delle maggiori rivoluzioni culturali nella storia dell’umanità: la teoria evoluzionistica di Charles Darwin e il materialismo storico-dialettico di Karl Marx. Quest’ultimo, lettore vorace, fu tra i primi a cogliere il significato del darwinismo quale filosofia naturale che rendeva superflua la metafisica. [...]

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Nel 1905, un giovane fisico di 26 anni che lavora nell’ufficio brevetti di Berna, prima ancora di conseguire il dottorato, che conseguirà solo nel 1910, pubblica in rapida successione cinque articoli il cui impatto scientifico sulla concezione scientifica del mondo risulta enorme. Due di essi dimostrano definitivamente la teoria atomica secondo la quale la materia [...]

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Le citazioni sono tratte dalle Opere pubblicate nella Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1977.

È difficile arrivare a sapere chi io sia; aspettiamo un centinaio d’anni: forse verrà uno psicologo geniale, che porterà alla luce, coi suoi scavi, Friedrich Nietzsche. (Lettera a Heinrich von Stein)

Odio coloro che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia.

Conosco la mia sorte. [...]

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Di pochi autori si può dire quello che De Ruggiero (Storia della filosofia occidentale, “L’età dell’illuminismo”, vol. secondo, Laterza, Bari 1946) ha scritto a proposito di Rousseau:

La sua personalità è qualcosa di distinto e di emergente dall’opera ma [...] essa conserverebbe integro il proprio significato e il proprio valore anche se l’opera fosse intellettualmente caduca.

Di [...]

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La lunga vita di Hermann Hesse e il suo essere pervenuto, attraverso un’esperienza interiore travagliata che, fin dall’adolescenza, ha sfiorato più volte il ciglio della disperazione e del suicidio, ad una serena e equilibrata saggezza, rappresentano di per sé un “capolavoro” denso di significati.
Il dramma di Hesse riconosce la sua matrice nell’interazione tra la tradizione [...]

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Più volte Kafka, lucidamente consapevole del rapporto tra la sua travagliata storia interiore e la produzione letteraria, si è riproposto di scrivere un’autobiografia. Non ha realizzato questo progetto per l’innata riservatezza e per l’inestricabile complessità dei suoi vissuti. Oltre alla sua opera, che per molti aspetti è autobiografica, la personalità si può ricostruire attraverso i [...]