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	<title>LIDI - Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi &#187; bisogni</title>
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	<description>Conoscere, riconoscere, riabilitare l&#039;introversione e prevenire il disagio degli introversi</description>
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		<title>Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;: impressioni sull&#8217;incontro</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 08:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziana Silvestri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>

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		<description><![CDATA[Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221; 23 – 24 – 25 maggio 2008 , Caprarola (VT) Relazione di Tiziana Silvestri Cerca che troverai. Sfugge solo ciò che si trascura (Sofocle, Edipo re) Queste parole pronunciate da Creonte in un passo della famosa tragedia di Sofocle, sono state in questi giorni, nei pensieri, anche mie, accompagnandomi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignr"><strong>Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;<br />
23 – 24 – 25 maggio 2008 , Caprarola (VT)<br />
Relazione di <span class="highlight-blue">Tiziana Silvestri</span></strong></p>
<p class="alignr"><em>Cerca che troverai. Sfugge solo ciò che si trascura</em> (Sofocle, Edipo re)</p>
<p>Queste parole pronunciate da Creonte in un passo della famosa tragedia di Sofocle, sono state in questi giorni, nei pensieri, anche mie, accompagnandomi nel vivere l&#8217;esperienza dell&#8217;incontro di Caprarola, incentrato sul tema dei &#8220;falsi bisogni&#8221;.<br />
Un incontro che nasce sotto l&#8217;egida del Sole, che generoso ha accompagnato il cammino di pensieri, sorrisi, domande e dialoghi.<br />
Un sole che ha svelato agli occhi di chi guardava un azzurro pieno ed acceso, che si è mosso tra le pieghe di un verde che tutt&#8217;intorno si mostrava, variegato ed accogliente, silenzioso e fresco.<br />
E nell&#8217;incontro di anime diverse, da diverse città provenienti, da diverse esperienze di vita attraversate, l&#8217;inganno dei falsi bisogni, o dei bisogni &#8220;ridotti&#8221;, come ha sapientemente sottolineato il grandissimo Sergio Marconi, appare non so come già più chiaro soltanto nell&#8217;affacciarsi in un giardino che regala bellezza in ogni angolo, che mescola alterigia e fierezza di rose in trionfo con margherite gentili nascoste casualmente nei fili d&#8217;erba.<br />
E la bellezza ha sì la forza di sciogliere ogni falsità, lei sì, in ogni sua forma ci prende e ci sorprende, senza stancare o invadere, senza chiedere né domandare, ma solo svelandosi&#8230; lì, alla portata di occhi finalmente aperti e veri.<br />
E con tale visione, che dagli occhi immediatamente al cuore si registra, non appare poi così strano approcciare ad esperimenti che non chiedono parole o ragionamenti, ma solo apertura e fiducia, abbandono ed ascolto di sé, dell&#8217;altro, del proprio respiro, dello sguardo dell&#8217;amico, del crepitio di una candela che al centro di un girotondo speciale, figlio di energie condivise, fa da testimone alla danza della vita, che nell&#8217;intreccio di mani, cuori e pensieri lasciamo che si compia.<br />
E non senza imbarazzo e vergogna, non senza impaccio e resistenze inconsce, assecondiamo movimenti che, grazie alla generosa guida di Cristina, fanciulla gentile dagli occhi di rugiada, alla fine ci sembrano nostri da sempre e che alla gioia ci conducono, ad una gioia divisa e condivisa che in ogni istante si moltiplica e si fa sentire dalle radici più profonde di ogni umano palpitare.<br />
E allora mi lascio condurre da sguardi che non indagano, ma accolgono, da cuori che non chiedono ma silenziosamente danno, che amore vero ed intatto restituiscono nelle scalfitture della vita che attraverso il contatto di mani aperte scorre libera.<br />
E nell&#8217;abbraccio che nella natura idealmente continua, ci ri-troviamo in cerchio sotto ippocastani che proteggono e silenziosamente accolgono, ad ascoltare le <a href="/2008/06/03/bisogni-indotti/">parole illuminate ed illuminanti di Sergio</a>, che focalizzano l&#8217;attenzione dei presenti, tutti, su come attraverso la storia dell&#8217;uomo, nelle contaminazioni filosofiche, nelle riflessioni  di letterati e poeti e nella declinazione delle leggi economiche che ci sovrastano, noi malgrado, i bisogni si sono falsamente costruiti e quasi inconsapevolmente ridotti.<br />
Ridotti sì, perché lasciando al pensiero scientifico la briga di classificare l&#8217;esatto ed il falso, o meglio il falsificabile, a noi rimane il nodo che spesso ci incastra e ci schiavizza intorno a bisogni che si sono ridotti a tal punto da non essere neppure più riconoscibili a noi come alieni, quando non alienati, imposti ed esposti a leggi che nulla hanno a che fare con la nostra autentica natura e che nel nostro peregrino allontanamento confondono, illudono, ingannano ed infine ci impoveriscono.<br />
Allora è dolcissimo recuperare la gioia di pasti semplici ma gustosi e ancor più nutrienti perché conditi dalla compagnia di chi sa arricchire tempo e spirito anche intorno ad tavolo austero.<br />
Allora è sorprendente recuperare il piacere di sperimentare i sensi, tutti, che nella frenesia e nella confusione randomica di ogni giorno, abbiamo quasi dimenticato o semplicemente anestetizzato.<br />
E così il gusto, l&#8217;olfatto, che ci fanno recuperare immagini e ricordi giunti da cassetti della memoria chissà da quanto chiusi, il tatto, che ci consegna fiduciosi all&#8217;incontro con le mani di un nostro compagno di viaggio, nell&#8217;accettazione e nella restituzione di una carezza che sorprende il cuore.<br />
La vista, senso così inflazionato ed offeso, che nella bellezza e nella dolcezza di una sguardo sa pulirsi, l&#8217;udito, che nell&#8217;ascolto di un Ravel che sorprende l&#8217;orecchio poco allenato, con la musica si riconcilia e fa riconciliare.<br />
Lo snocciolarsi di queste giornate, guidate dal generoso e sapiente accompagnamento di <a href="/2008/06/03/workshop-sul-tema-i-falsi-bisogni-introduzione-del-vicepresidente/">Renzo Marinoni</a>, Angela Pardo, e di tutti coloro che si sono interrogati, mostrati, e offerti, è stato come l&#8217;inanellarsi di piccole perle, che hanno tutto il valore e la preziosità di essere vere, perchè umide di vita e tornite nell&#8217;accoglienza.<br />
Sta ora a noi curarle e preservarle dalle razzie del mondo&#8230; che noi per primi spesso vedono coinvolti. </p>
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		<title>Bisogni indotti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 19:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Marconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[alienazione]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221; 23 – 24 – 25 maggio 2008 , Caprarola (VT) Relazione del prof. Sergio Marconi Introduzione Vorrei aprire con quattro citazioni emblematiche: Questa infinità (quella matematica del progresso infinito) è la infinità falsa e negativa giacché essa non è se non la negazione del finito, il quale però nasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignr"><strong>Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;<br />
23 – 24 – 25 maggio 2008 , Caprarola (VT)<br />
Relazione del <span class="highlight-blue">prof. Sergio Marconi</span></strong></p>
<h3>Introduzione</h3>
<p>Vorrei aprire con quattro citazioni emblematiche:</p>
<blockquote>
<p>Questa infinità (quella matematica del progresso infinito) è la infinità <em>falsa e negativa</em> giacché essa non è se non la negazione del finito, il quale però nasce di nuovo e per conseguenza non è ancora superato; vale a dire questa infinità esprime solo il <em>dover essere</em> del superamento del finito. Il progresso all&#8217;infinito si arresta alla dichiarazione della contraddizione, contenuta nel finito, che questo, cioè, è tanto <em>alcunché</em> quanto l&#8217;<em>altro</em>; è il perpetuo proseguire del cangiamento di queste determinazioni, che s&#8217;ingenerano l&#8217;una dall&#8217;altra.<br />
<cite><strong>Georg Wilhelm Hegel</strong>, <em>Enciclopedia delle Scienze Filosofiche in compendio</em> (1817)- § 94</cite></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p>Forse non tutti credono alla storia del diavolo a cui si può vendere l&#8217;anima, ma quelli che di anima devono intendersene perché in qualità di preti, storici e artisti ne traggono lauti guadagni, attestano che essa è stata rovinata dalla matematica, e che la matematica è l&#8217;origine di un perfido raziocinio, che fa, sì, dell&#8217;uomo il padrone del mondo, ma lo schiavo della macchina.<br />
<cite><strong>Robert Musil</strong>, <em>L&#8217;Uomo senza qualità</em> (1930)- Parte Iª, 11</cite></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p>Ciò che rende difficile la comprensione di un oggetto… è il contrasto tra il comprendere l&#8217;oggetto in questione e ciò che la maggior parte delle persone <em>vuole</em> vedere. A causa di ciò, anche la cosa più semplice può diventare la più difficile da comprendere. Si deve superare una difficoltà della volontà, non dell&#8217;intelletto.<br />
<cite><strong>Ludwig Wittgenstein</strong>, <em>Filosofia</em> (1932)</cite></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p>Lo spettacolo moderno altro non è che il regno autocratico dell&#8217;economia mercantile elevato a uno stato di sovranità irresponsabile&#8230; Esso si sottomette agli uomini viventi nella misura in cui l&#8217;economia li ha totalmente sottomessi e non è altro che l&#8217;economia sviluppantesi per se stessa. È il riflesso fedele della produzione delle cose, e l&#8217;oggettivazione infedele dei produttori.<br />
<cite><strong>Guy Debord</strong>, <em>La Società dello Spettacolo e Commentari alla Società dello Spettacolo</em> (1971 – 1988)</cite>
</p></blockquote>
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		<title>Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;: introduzione del Vicepresidente</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 19:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Marinoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[23 – 24 – 25 maggio 2008, Caprarola (VT) La trasformazione attraverso la fortezza Molti esseri umani non sono consapevoli delle immense potenzialità della loro mente e della loro interiorità. Cosa s&#8217;intende per potenzialità? S&#8217;intende qualcosa che trascende notevolmente ciò che è considerato &#8220;normale&#8221; nella nostra sfera d&#8217;esistenza. Queste potenzialità interiori rimangono spesso inaccessibili, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="alignr"><strong>23 – 24 – 25 maggio 2008, Caprarola (VT)</strong></p>
<h3>La trasformazione attraverso la fortezza</h3>
<p>Molti esseri umani non sono consapevoli delle immense potenzialità della loro mente e della loro interiorità.<br />
Cosa s&#8217;intende per potenzialità? S&#8217;intende qualcosa che trascende notevolmente ciò che è considerato &#8220;normale&#8221; nella nostra sfera d&#8217;esistenza.<br />
Queste potenzialità interiori rimangono spesso inaccessibili, a volte possono essere anche pericolose, se l&#8217;essere umano non ha raggiunto un certo grado di maturazione e se la sua consapevolezza non è ancora pervenuta ad uno stato di coscienza. Tutto ciò dipende dal fatto che ancora esistono in lui delle attitudini distruttive, quali l&#8217;ostinazione, l&#8217;orgoglio, la paura, l&#8217;avidità, l&#8217;invidia, la crudeltà, ecc. Nella maggior parte dei casi, gli esseri umani sono addormentati al novanta per cento e solo al dieci per cento svegli. Il processo del risveglio richiede forza, impegno, lavoro e la volontà di rinunciare alle attitudini distruttive e alle effimere soddisfazioni che da esse si possono trarre. Solo in questo caso la consapevolezza può gradualmente crescere, le percezioni diventare più acute e la saggezza interiore manifestarsi.</p>
<p>All&#8217;inizio questa nuova consapevolezza illumina soprattutto la propria realtà interiore, poi si estende anche a quella degli altri ed infine include la realtà tutta. In questo stato, che potrebbe essere chiamato di &#8220;coscienza infinita&#8221;, si percepisce in maniera incontrovertibile che la vita ed il sentire sono infiniti. Non vi è più alcun dubbio su questo! Il risveglio delle potenzialità interiori ci permette anche di accedere a quelle potenzialità che sono allo stato latente, ma che sempre esistono dentro di noi. Queste potenzialità possono essere utilizzate per guarire e per aiutare se stessi e gli altri, per espandere la nostra conoscenza e per rendere più felice la nostra vita e quella altrui. Va senza dire che se il piccolo io ancora predomina sul vero sé, un uso improprio di queste potenzialità è inevitabile. Solo quando il vero sé è governato dall&#8217;equità e dalla clemenza, non c&#8217;è rischio di abusarne. Il campo energetico di un essere umano che, a causa del basso livello di sviluppo della sua consapevolezza, vibra ad una frequenza troppo bassa, è incompatibile con le frequenze più elevate delle forze interiori a lui sconosciute. Questo è il motivo per cui è così importante che lo sviluppo proceda secondo certi ritmi. Il metodo più sicuro è quello di enfatizzare, al di sopra di tutto, il processo di trasformazione.  </p>
<p>Quando questo processo è in atto, la paura che abbiamo della vita diminuisce, nuove possibilità emergono in noi, e diventiamo più felici e soddisfatti. Anche la nostra attitudine verso i problemi cambia: invece di evitarli, come di solito facciamo, impariamo ad affrontarli, e questo ci permette di trovare soluzioni fino a prima inimmaginabili. In questo modo possiamo guarire i mali che affliggono il nostro corpo, la nostra mente e la nostra interiorità.<br />
Ma non possiamo raggiungere questo stato apparentemente utopico, se prima non affrontiamo tutti i nostri bisogni, i reali e i falsi, quelli consci e quelli inconsci. Se non rendiamo coscienti le emozioni e i pensieri che si nascondono nel nostro inconscio, porteremo con noi questo materiale represso per tutti i giorni della nostra vita. Ciò significa che continueremo a incontrare circostanze e persone che lo faranno emergere ogni volta. </p>
<p>In apparenza i genitori o l&#8217;ambiente sono responsabili delle esperienze dolorose dell&#8217;infanzia; la realtà è che i fattori esterni sono solo un mezzo attraverso cui l&#8217;individuo può entrare in contatto con se stesso, ovvero, con gli aspetti di sé che altrimenti rimarrebbero sempre dormienti e, perciò, non potrebbero mai essere trasformati. Naturalmente, possiamo sempre scegliere di trattare le esperienze dolorose al solito modo, cercando di evitarle e rifiutandoci di assumercene la responsabilità, non facendo altro, quindi, che prolungare il nostro dolore. Per ogni uomo arriva, comunque, il momento in cui non è più possibile evitare di confrontare apertamente le esperienze da esso stesso prodotte.<br />
È possibile comprendere questa relazione di causa ed effetto nel corso del nostro quotidiano: nella misura in cui le nostre esperienze infantili sono sepolte dentro di noi e non ne siamo più coscienti, attiriamo esperienze simili anche da adulti. Inversamente, quando prendiamo coscienza delle emozioni represse che ci portiamo dietro dall&#8217;infanzia, possiamo vedere come esse tendano a ripetersi nella nostra vita attuale. La repressione delle emozioni del passato genera in noi uno stato di torpore, che ci impedisce di sentire anche le emozioni presenti, fin quando non decidiamo di affrontarle con coraggio e di accettare il dolore che ne scaturisce.</p>
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		<title>Workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;</title>
		<link>http://www.legaintroversi.it/2008/05/10/workshop-sul-tema-i-falsi-bisogni/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2008 10:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il workshop sulle emozioni e il workshop sull&#8217;immagine interiore negativa, la LIDI &#8211; Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi propone un&#8217;altra occasione d’incontro per crescere e sperimentarsi, il workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;. L&#8217;incontro si terrà nei giorni 23 – 24 – 25 maggio 2008 a Caprarola (VT) I partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <a href="/2007/09/04/workshop-sulle-emozioni-messaggio-inaugurale-del-presidente/">workshop sulle emozioni</a> e il <a href="/2007/10/20/workshop-sul-tema-limmagine-interiore-negativa/">workshop sull&#8217;immagine interiore negativa</a>, la LIDI &#8211; Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi propone un&#8217;altra occasione d’incontro per crescere e sperimentarsi, il workshop sul tema &#8220;I falsi bisogni&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà nei giorni <span class="highlight-green-b">23 – 24 – 25 maggio 2008</span>  a <strong>Caprarola</strong> (VT)</p>
<p>I partecipanti dovranno raggiungere il Monastero di S.Teresa a Caprarola (VT), che ci ospiterà, <strong>entro le ore 17 di venerdì 23 maggio</strong> (fine lavori prevista per il primo pomeriggio di domenica 25 maggio).</p>
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