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	<title>LIDI - Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi &#187; personalità</title>
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	<description>Conoscere, riconoscere, riabilitare l&#039;introversione e prevenire il disagio degli introversi</description>
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		<title>Introduzione alla sezione &#8220;Teorie della personalità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jun 2006 10:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Anepeta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teorie della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[estroversione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel saggio sull&#8217;introversione ho scritto che la <strong>Teoria della personalità</strong> è uno degli ambiti più controversi e sostanzialmente poveri nell&#8217;area delle discipline psicologiche. Si tratta di un giudizio assertivo, ma purtroppo vero. Le opere dedicate all&#8217;argomento di fatto sono numerosissime. Si potrebbe addirittura affermare che non esiste psicologo o psicoanalista di un qualche valore che non abbia una sua Teoria della personalità. Ciò nonostante, i risultati complessivi si possono ritenere insoddisfacenti. Esistono numerosi modelli, ciascuno dei quali si pone come integrato, ma non ne esiste uno che abbia assunto un valore di riferimento e sia condiviso dagli studiosi.</p>
<p>La difficoltà di pervenire ad una teoria integrata della personalità può essere ricondotta anzitutto all&#8217;oggetto in questione. Non è difficile definire in termini generali che cosa si intende per personalità. Nell&#8217;<em>Enciclopedia di Psicologia</em> (Garzanti, Milano 2004), U. Galimberti ne fornisce la seguente definizione: &#8220;insieme di caratteristiche psichiche e modalità di comportamento che, nella loro integrazione, costituiscono il nucleo irriducibile di un individuo che rimane tale nella molteplicità e diversità delle situazioni ambientali in cui si esprime e si trova ad operare.&#8221; (p. 763)</p>
<p>Il problema insorge nel momento in cui ci si chiede quali siano le caratteristiche psichiche e le modalità di comportamento pertinenti ed essenziali che permettono di identificare e differenziare una personalità rispetto ad altre. Già a questo livello le teorie presentano uno spettro, che va dall&#8217;estremo per cui ogni individuo ha una sua personalità irriducibile e unica all&#8217;estremo opposto che riconduce le diverse personalità entro insiemi che, comportando caratteristiche comuni, si pongono come tipologie.</p>
<p>Il primo punto di vista (<strong>idiografico</strong>) assume ogni personalità come un insieme di tratti unica e irripetibile, anche se alcuni di essi possono riscontrarsi in combinazioni diverse in vari individui. Il secondo punto di vista (<strong>tipologico</strong>) considera invece un certo insieme di tratti come specifico e pertinente, sicché coloro che lo condividono appartengono ad un determinato tipo.</p>
<p>Le teorie della personalità si definiscono all&#8217;interno di questo spettro come tentativi di mediare i due punti di vista. È evidente, infatti, che ogni personalità individuale ha necessariamente qualcosa in comune con altri individui (al limite i tratti specie-specifici, che consentono di classificarlo come appartenente al genere homo) e dei tratti unici e irripetibili, che lo differenziano da tutti gli altri.</p>
<p>Finora, però, nessun modello è riuscito ad integrare i due punti di vista, né a teorizzare compiutamente anche solo uno di essi.</p>
<p><strong>Tra i tratti presi in considerazione dagli studiosi quello che si riconduce all&#8217;introversione/estroversione è di sicuro il più accreditato nella sua universalità.</strong> Non c&#8217;è da sorprendersi per questo consenso, se si considera che l&#8217;esperienza soggettiva si realizza nell&#8217;interfaccia tra due mondi, quello esterno e quello interno, che esercitano una diversa attrazione sui singoli individui. L&#8217;introversione implica una particolare apertura al mondo interno, che funziona come filtro valutativo delle informazioni che provengono dall&#8217;esterno. L&#8217;estroversione, viceversa, comporta un affacciamento sul mondo esterno tale per cui le informazioni che da esso provengono vengono recepite come oggettive e realistiche.</p>
<p>Se si tiene conto del fatto che il mondo esterno non è solo rappresentato da stimoli fisici e naturali, ma da informazioni che in prevalenza sono culturali, e implicano già un&#8217;interpretazione del mondo stesso, non c&#8217;è da sorprendersi che il senso comune tenda costantemente ad essere irretito da un&#8217;ingenua forma di realismo. È in conseguenza di questo fatto che gli introversi, in qualunque contesto storico e sociale, si siano trovati e si trovino a disagio. Essi, infatti, non sono inclini ad interiorizzare il senso comune, a prendere il mondo così com&#8217;è, avendo l&#8217;intuizione viscerale che lo stato di cose esistente è solo uno dei possibili modi in cui le cose potrebbero stare.</p>
<p>Che questo disagio risulti produttivo o improduttivo dipende in gran parte dalle circostanze ambientali.</p>
<p><span class="highlight-green">In questa sezione, la <strong>categoria introversione/estroversione</strong> sarà costantemente al centro dell&#8217;attenzione</span>.</p>
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